E la presidente della circoscrizione 2 Bernardini si salvò per 1 solo voto…

Questa sera, durante il consiglio circoscrizionale del 25/02/2021, la presidente Bernardini ha schivato per un soffio una richiesta ufficiale del consiglio di dimissioni, per 1 solo voto la mozione é stata respinta, 11 a favore e 11 contrari in una rara votazione segreta in presenza.

 

Di seguito l’ottimo intervento della consigliera del Movimento 5 Stelle Rita Grimaudo:

“Buona sera signor Presidente, buona sera colleghi consiglieri.
Ricordo ancora, come se fosse ieri, quell’11 luglio 2016 che, ahimè, per come temevamo, si è rivelato l’alba di un periodo tutt’altro che sereno e che senza timore posso definire politicamente nefasto.
E mi rivolgo a lei, signor Presidente, fin da subito, infatti, il suo modus operandi schivo all’osservanza delle norme regolamentari e inosservante dei principi posti a tutela della minoranza, si è palesato in tutta la sua prorompente drammaticità.
Il suo operato ha infatti risposto solo e soltanto a illegittime logiche di appartenenza a quella maggioranza che piuttosto che appoggiarLa anche nella sostanza e non soltanto in apparenza, ha, sovente, tramato alle sue spalle nel tentativo di destituirla dall’incarico.
A ogni modo, Signor Presidente, le gravi e reiterate violazioni delle norme contenute all’interno del nostro regolamento consiliare mi inducono a pensare o che lei ne sconosce l’esistenza o che lei le abbia tacitamente abrogate nel chiuso della sua stanza.
Per fare un esempio, l’art.13, signor Presidente, avrebbe voluto, in ossequio al principio di trasparenza e imparzialità, che la convocazione dei consigli circoscrizionali fosse stata recapitata ai consiglieri almeno 5 giorni prima della fissata riunione e solo per i casi urgenti 24 h prima. Perché Lei, Signor

Presidente, nel corso di questi anni, non ha mai curato che si ottemperasse alle prescrizioni di una norma tanto importante, rischiando costantemente di inficiare la validità delle sedute che solo per il grande senso di responsabilità che contraddistingue questa minoranza, hanno potuto legittimamente svolgersi?
Perché, in aperta violazione dell’art. 14, i suoi 5 anni di presidenza hanno visto un numero di sedute consiliari cadute per mancanza del numero legale maggiore rispetto a quelle che sono state realmente portate a termine? Un Presidente ha l’onere ma, mi lasci dire, anche l’onore di mantenere compatta la propria maggioranza consiliare e a lui non è certamente demandato il compito di partecipare attivamente alle beghe, alle ripicche e ai giochetti di partito che di certo non interessano i cittadini.

D’altronde, è noto a tutti, come questo consiglio per ben 89 giorni non abbia deliberato rischiando al 90esimo giorno il commissariamento ed è evidente come passeremo alla storia per essere stati gli unici a riunirci di sabato perché lei non è riuscita a racimolare e garantire la sua maggioranza nei mesi precedenti.
Ma andiamo avanti con la carrellata di articolo violati.
Articolo 29, questo sconosciuto. Lei sapeva, signor Presidente, che nella convocazione delle commissioni, avrebbe dovuto garantire una programmazione per la calendarizzazione delle commissioni di lavoro? Ha volutamente ignorato tale norma o ne sconosceva l’esistenza? E sapeva oppura ha deliberatamente ignorato che ai sensi dell’art. 30 era una sua responsabilità convocare, d’intesa con la giunta, le commissioni? Perché questa norma non è mai stata rispettata?
E infine, sapeva che ai sensi dell’art. 33 dello Statuto della città di Torino le minoranze vanno tutelate e non sono solo un addobbo all’interno del consiglio? Primus inter pares, questa sarebbe dovuta essere la medaglia da appuntarsi al petto ma Lei, signor Presidente, in spregio anche agli elettori che hanno manifestato il loro consenso per la composizione di questo consiglio, non ha mai inteso concorrere al buon governo della città permettendo la realizzazione di quelle funzioni di indirizzo e di controllo che ci sono demandate dalla legge. Al comma 3 dello stesso articolo, è inoltre previsto che una parte dei lavori delle commissioni doveva essere dedicato ad argomenti proposti dalle minoranze ai quali compete l’iniziativa per la convocazione di sedute delle commissioni in tempi certi. Mai successo, perché lei non lo ha mai consentito!

Potrei rimanere qui per ore a sciorinare le violazioni costanti e ripetute delle norme regolamentari susseguitesi negli anni ma rischierei di tediare oltremodo la gentile platea che mi ascolta e sarebbe pure superfluo perché a ogni violazione è discesa una conseguenza negativa per la collettività e le conseguenze nefaste da lei causate sono sotto gli occhi di tutti. Le ricordo, in proposito, la stigmatizzazione ufficiale del suo operato sfociata nella mozione presentata al consiglio comunale cui è seguita​ una conferenza dei capigruppo del medesimo con la presenza di tutti i capigruppo del nostro consiglio di circoscrizione.

Colgo l’occasione, inoltre, per sottolineare come, a tutt’oggi, a distanza di quasi un anno, non si è ancora tenuta la discussione su due​ mozioni (sulla censura) protocollate nel maggio 2020,​ perché lei non è stata in grado di organizzare e di​ assicurare una votazione segreta come richiesto da noi consiglieri.
Ma, ancora più grave, indice della mancanza di rispetto e di interesse di cui fino ad adesso ho parlato,​ è stato il suo silenzio protratto per ben 37 giorni nel periodo di emergenza sanitaria nazionale durante il quale lei, signor Presidente, non si è mai curato di aggiornare il consiglio sulla drammatica situazione ciò investiva il nostro territorio.

Pertanto, signor Presidente, noi oggi invochiamo a gran voce un unico grande passo di responsabilità, il solo che potrebbe riscattare anni di inefficienza e riscattare il prestigio e la dignità che il ruolo da lei rivestito richiede: le sue dimissioni. Consenta a questa circoscrizione di ripartire efficacemente, in vista delle prossime elezioni, consentendole di gettare le fondamenta di un’azione d indirizzo improntata all’interesse collettivo, di tutti, nessuno escluso.”

 

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